Cagliari Film Festival 2017 continua nella primavera 2018 con il Premio del pubblico e altre iniziative

La Storia degli anni Settanta e il cinema che la racconta questo il filo rosso della Rassegna cinematografica Cagliari Film dell’anno che si chiude domani. Otto giornate di programmazione per ripercorrere gli ultimi decenni della storia d’Italia: dalle battaglie delle donne  per ottenere la parità di diritti, agli anni di piombo, dalle radio libere al fumetto.  Per arrivare ai nostri giorni, e capire che cosa è cambiato. Vogliamo ricordare gli appuntamenti più importanti delle otto giornate.

Abbiamo voluto fortemente che ad aprire la rassegna fosse l’opera prima Dopo la guerra (2017) della regista Annarita Zambrano, che racconta la  storia di una famiglia travolta dalle conseguenze della scelta politica,la lotta armata, di uno dei suoi componenti.

Il film ha avuto una lunga lavorazione è una coproduzione francese e italiana, ed è piaciuto tantissimo al pubblico cagliaritano che lo ha votato come migliore film della Rassegna.

Il film è stato programmato a Cagliari  tra le anteprime nazionali, sarà in uscita nelle sale a Marzo 2018. Riceverà quindi il Premio del pubblico CFF 2017.

Del film è stato scritto: “rappresenta sicuramente un elemento d’interesse il fatto che una regista nata nel 1972 decida di dirigere e sceneggiare come sua opera prima nel campo del lungometraggio un film che abbia al centro le ferite ancora non chiuse della lotta armata che insanguinò l’Italia negli anni in cui lei muoveva letteralmente i primi passi”, la regista nell’incontro con il pubblico nel Teatro Santa Eulalia ha raccontato con grande commozione quanto fosse importante per lei provare a capire cosa è accaduto in quegli anni e, grazie anche alla sua doppia residenza poiché da circa vent’anni abita stabilmente in Francia, ha potuto ricucire e raccontare fatti e storie che si dipanano tra l’Italia e la Francia tra realtà e finzione a partire dalla dottrina Mitterrand .

Altro film di impegno, volto a capire cosa è accaduto nelle vite di quanti in quegli anni sono inciampati nella Storia del terrorismo, il film La mia generazione (1996) della regista  Wilma Labate, che ha ripercorso con il pubblico in sala, le difficoltà per una regista donna di produrre una opera di analisi sugli anni di piombo. E il successivo grande successo che ebbe il film  in Italia e all’estero.

In chiusura di rassegna, abbiamo voluto riflettere su cosa è cambiato a quarant’anni di distanza da quegli avvenimenti, registrare ed esplorare lo stato della nostra società, lo abbiamo fatto scegliendo di proiettare l’opera prima di finzione della regista  Irene Dionisio Le ultime cose, un racconto corale ambientato a Torino, che racconta con lucido sguardo neorealista e denuncia le difficoltà dello stare nel mondo al tempo delle grandi diseguaglianze.

La regista Irene Dionisio riceverà una Menzione  Speciale dell’Associazione culturale Tina Modotti, poiché con il suo film interpreta i valori del cinema di impegno civile , che il Cagliari Film Festival condivide e pone tra le sue finalità di progetto.

Grande interesse anche per l’appuntamento con il Prof.re Antonio Trudu nel seminario I livelli e le funzioni drammaturgiche della musica per film.

Un particolare ringraziamento al giornalista  Concetto Vecchio che ha partecipato con la presentazione del libro Giorgiana Masi.Indagine su un mistero italiano (Feltrinelli 2017), che ha ricostruito il clima degli anni settanta con grande efficacia e puntualità, guidandoci su  politica e società di quegli anni.Grazie anche a Maurizio Collu nostro amico personale ma sopratutto esperto avvocato che accompagnato, nella presentazione Concetto Vecchio

Una particolare commozione si è diffusa, durante l’inaugurazione della Mostra fotografica Le lotte civili del Movimento delle donne con le fotografie sulle manifestazioni di  Cagliari di Marisa Lallai e Daniele Longoni, e quelle italiane di Uliano Lucas, quando hanno partecipato le TamburA Battenti collettiva di donne che portano avanti un progetto politico di lotta contro il sessismo del nostro tempo e contro ogni forma di violazione delle libertà umane.

Un ringraziamento speciale a tutto lo staff  prezioso indispensabile e con il quale è stato possibile realizzare tutta la manifestazione.

Buon Anno a tutte e a tutti aspettando i prossimi appuntamenti  del progetto CFF.