Libri

Di seguito una selezione di titoli scelti e consigliati per entrare maggiormente in contatto con lo spirito e le tematiche affrontante all’interno del Cagliari Film Festival.


MARE E SARDEGNA (Ilisso)Biblio-Sarda_-Mare-e_60
David Herbert Lawrence

Prefazione di Luciano Marrocu

Lawrence è uno dei nomi più importanti della letteratura europea fra ’800 e ’900. Pubblicato nel 1921, Mare e Sardegna è uno dei libri più affascinanti che siano mai stati scritti sulla realtà paesaggistica e antropologica dell’Isola: una terra dai colori accesi, ricca di contrasti fra la solarità africana della costa e le aspre montagne dell’interno, popolate da gente rude ma diretta, in particolare le donne, sfrontate ma non prive di grazia, e dotate di una conturbante sensualità. Quest’edizione, riprendendo l’originale pubblicata nel 1921 per la prima volta, contiene 8 preziose illustrazioni a colori dell’artista Jan Juta.


ANNALEAnnale16 16 – “LE FONTI AUDIOVISIVE PER LA STORIA E LA DIDATTICA” (Effigi)
A cura di Letizia Cortini

I saggi di questo volume vogliono porre nuovamente la questione dell’urgenza dell’inserimento dell’educazione al cinema, ai media, audiovisivi in particolare, nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché sottolineare l’importanza dell’uso didattico delle fonti filmiche per la storia del Novecento, ma anche per la comprensione del proprio presente storico. Avere questa consapevolezza vuol dire riconoscere pienamente e realmente lo statuto di bene culturale ai documenti cinematografici, innanzitutto, di qualunque forma e tipologia, quindi l’importanza della loro conservazione e dell’accesso ad essi, attraverso la digitalizzazione e la creazione di percorsi tematici, guide, piattaforme che ne consentano l’uso e il riuso creativo a partire dal web. L’Annale 16 della Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, è rivolto agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, agli operatori culturali, agli studiosi di storia contemporanea, agli archivisti che si occupano di didattica.



impoliticoELIO PETRI, IMPOLITICO. LA DECIMA VITTIMA (1965)
 
(Edizioni ETS)
Lucia Cardone

Elio Petri, nel panorama del cinema italiano del dopoguerra, occupa una zona oscura, ambigua. Eclissato dall’impeto ideologico che ha investito il controverso fenomeno del «cinema politico», il cineasta romano è stato attaccato, discusso e infine rimosso, senza di fatto essere indagato a fondo. La scelta di guardare alla figura dell’autore dalla prospettiva assai singolare di La decima vittima – un film che non appartiene al periodo «maturo» e che, almeno apparentemente, è distante dalle inclinazioni della sua produzione maggiore – muove dall’intenzione di andare oltre la sbrigativa e sfuggente etichetta del cinema politico. Il fascino sgargiante di quest’opera, spiccatamente pittorica, sembra rivolgersi altrove; ma in realtà, la maschera pop, costruita dal regista con accurata esuberanza figurativa, trasforma l’apologo fantascientifico di La decima vittima in un pamphlet graffiante e coloratamente corrosivo. Esiste dunque un Petri impolitico? L’analisi di questo film eccentrico intende rispondere a questa domanda, cercando di andare oltre la superficie accattivante delle figure, nel tentativo di tracciare un ritratto dell’autore diverso dal consueto.



I FANTASMI DI PORTOPALO. NATALE 1996: LA MORTE DI 300 CLANDESTINI portopalo

E IL SILENZIO DELL’ITALIA
(Mondadori)
Giovanni Maria Bellu

La notte di Natale del 1996 nel canale di Sicilia è avvenuto il più grande naufragio della storia del Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale. Nel tentativo di sbarcare nel nostro paese, circa trecento clandestini di origine pakistana, indiana e tamil, muoiono per l’affondamento di una “carretta del mare” del tutto inadeguata a sopportare un tale carico. Il fatto passa quasi completamente sotto silenzio. I fantasmi di Portopalo è la ricostruzione di questa incredibile vicenda, la storia, raccontata in prima persona, di come Giovanni Maria Bellu sia riuscito a dimostrare che quel naufragio è davvero avvenuto e di come un intero paese abbia custodito per anni un atroce segreto. Ma anche il racconto di un viaggio, quello di Anpalagan, un giovane tamil che, insieme a un gruppo di amici, aveva vinto, nella sua cittadina dello Sri Lanka, una “borsa di studio” messa a disposizione dalla comunità: 6500 dollari per pagare i trafficanti che lo avrebbero dovuto portare in Europa. Un viaggio in condizioni estreme, che durò mesi e che finì tragicamente a poche miglia dall’arrivo.



war-filmsWAR FILMS. INTERPRETAZIONI STORICHE DEL CINEMA DI GUERRA 
(Società Italiana di Storia Militare)
Stefano Pisu

L’obiettivo del volume è lo studio del binomio guerra-cinema con gli strumenti della ricerca scientifica da una prospettiva fortemente multidisciplinare, vista la pluralità di approcci che tale accostamento consente. Già di per sé, infatti, il cinema e la guerra costituiscono fenomeni trasversali alle scienze umane e sociali. Indagarle insieme significa aprire nuove piste e interpretazioni, che sono irriducibili a un esclusivo campo del sapere. Il volume supera l’interpretazione tradizionale del cinema di guerra quale genere finalizzato all’intrattenimento spettacolare o con scopi puramente etici, per offrire una visione più ampia e originale che contribuisca a una riflessione critica in un anno in cui alle diverse ricorrenze sulle guerre del XX secolo si sovrappone la dimensione compiutamente “mediatica” dei conflitti del nuovo millennio: conflitti nei quali le immagini e la loro circolazione virale – basti pensare all’uso dei video fatto dall’ISIS, non sono più soltanto un mezzo per raccontare la guerra, ma diventano un’autentica arma strategica.