Mostra Fotografica – Exodus di Attila Kleb

EXODUS

 L’Europa è una regione geografica della Terra, comunemente considerata un continente in base a fattori geopolitici e storico-culturali. La storia e la cultura europea hanno influenzato notevolmente quelle degli altri continenti, verso i quali, a partire dal XVI secolo, sono state frequenti e massicce le migrazioni, specialmente in America e in Oceania, dove, in alcune aree, gli europei hanno quasi sostituito le popolazioni locali. Nella ricostruzione del geografo greco Ecateo di Mileto (m. 480 a.C.) la Terra comprendeva due continenti divisi dal Mediterraneo, centro del mondo: da una parte l’Europa confinata a nord dalle sconosciute regioni iperboree; dall’altra l’Asia, nella quale erano compresi anche l’Egitto e la Libia. La civiltà greca è la base di tutta la cultura europea ed in particolare del suo pensiero. Nell’Agosto 2015, quando la crisi dei rifugiati ha raggiunto Budapest, dopo una piccola fiaccolata per i 70 profughi morti al confine con l’Austria, mentre cercavano di raggiungere il centro d’Europa nascosti dentro un camion, abbiamo sentito che dovevamo fare qualcosa. Dovevamo aiutare in qualche modo. In quei giorni le stazioni ferroviarie della città erano diventate dei campi profughi. Da quel giorno abbiamo speso le nostre serate e nottate facendo volontariato per almeno 2 settimane, organizzati in turni con altre squadre di civili. Abbiamo provato a dare quanto più potevamo a quelle persone che hanno lasciato tutto il loro passato, le loro case le loro famiglie con la speranza di poter trovare una casa sicura da qualche parte in Europa. Arrivavano stanchi, distrutti, tormentati. Sacchetti di plastica, zaini che contengono tutta la vita, sandali, scarpe rotte, infradito. Bambini, madri, padri, sorelle, fratelli, nonne, nonni. Pianti, tossire. Preparare dei panini in una stanza senz’aria, distribuire l’acqua, le tende, i sacchi a pelo, materassini. Facce indimenticabili, momenti, situazioni. Nella seconda settimana del nostro „lavoro”, siamo stati informati che il governo Ungherese avrebbe chiuso i campi nonchè lo stesso confine Serbo-Ungherese, che era il principale punto d’arrivo. In quel momento, quando si era deciso che i profughi sarebbero stati trasportati direttamente verso gli altri paesi occidentali, siamo andati al confine con alcuni volontari e dottori per un giorno, per vedere in cosa avremmo potuto aiutare. Il 9 Settembre ho fatto la mia prima visita a Röszke. Fino a che facevo il volontario a Budapest, non ho mai portato la macchina fotografica con me, ho fatto solo alcune foto con il mio telefono, ma sentivo fosse arrivato il momento di portare una piccola macchina. Quando siamo arrivati, abbiamo realizzato, che c’era un grande caos, solo volontari civili, profughi e polizia tutto intorno. E i rifugiati erano appena arrivati, ma arrivavano ancora e ancora dalla Serbia. Persone confuse e disperate erano ovunque. Dopo un poco ho capito che non potevo fare molto, perciò ho preso la mia macchina fotografica ed ho cercato di documentare ciò che stava accadendo. Mentre tornavamo a Budapest, dopo il tramonto, abbiamo deciso che saremo tornati quanto prima. Il nostro secondo viaggio è stato il 12 Settembre. Un luogo completamente cambiato rispetto a ciò che avevamo trovato la prima volta. Un luogo ben organizzato, volontari civili di molti paesi europei, dall’Albania, dalla Svizzera. Tende enormi piene di donazioni, abiti, scarpe, acqua, succhi di frutta, cibo. Tende ospedale, giornalisti e corrispondenti televisivi tutt’intorno. Una piccola città. Quella gratitudine, affetto e riconoscenza che ho visto nei loro occhi rimarrà per sempre impressa nella mia memoria. Noi eravamo molto orgogliosi nel 1989, quando abbiamo distrutto la barriera tra Ungheria e Austria. E’ stato il primo e forse il passo più importante per sbriciolare il Muro di Berlino. Ora il governo ungherese, i cui membri sono cresciuti sotto il regime socialista, che conoscono esattamente cosa abbia significato per noi quel muro, quella barriera, stanno costruendo nuovi muri, nuove barriere tutt’intorno a noi. Noi eravamo orgogliosi di aprire i cancelli, eravamo felici di poterci spostare liberamente, e ora noi li stiamo chiudendo agli altri. Io me ne vergogno profondamente. Si vergognino i politici, si vergognino i loro seguaci.

Attila Kleb

 

EXODUS

Esposizione del fotografo ungherese Attila Kleb 
Volti innocenti, stanchezza, disperazione e sorrisi di bambini che potrebbero essere i nostri figli, noi stessi, i nostri nonni.
Il fotografo ungherese Attila Kleb ha catturato gli sguardi dei migranti che hanno attraversato il confine serbo-ungherese nella speranza di raggiungere gli altri stati europei.

 

BIOGRAFIA

Attila Kleb

Attila Kleb nasce a Budapest nel 1965. Nel 1986 si diploma in fotografia, e nello stesso anno ha iniziato a lavorare come fotoreporter presso l’Agenzia Notizie Ungherese, nella sezione cultura fino al 1991. In questo periodo ha studiato presso la scuola di giornalismo dell’associazione giornalisti ungherese. Dall’estate 1991 per un anno ha lavorato come reporter al Mai Nap, che all’epoca era la più importante tabloid in Ungheria.Successivamente ha lavorato come libero professionista e nel suo atelier si dedica a ritratti, pubblicità e il lustrazioni per riviste. Tra il 1994 e il 1997 é stato foto editore del settimanale Vasárnap. Dal 1997 fino alla fine del 2002 lavora come fotografo e foto editore presso la rivista Népszabadság, che era il settimanale collegato al più diffuso quotidiano ungherese Népszabadság. Ora lui é un libero professionista. Le sue foto sono state pubblicate in importanti riviste (Life, Merian, Horizon, Képes7, etc.) guide turistiche, e altri libri. Ha lavorato per campagne della Music TV nell’Est Europa, in grandi campagne pubblicitarie in Ungheria (Avon, Bosch, Siemens, Coca‐Cola, Camay, Sophianae, etc.).

 

1986 – Budapest, Metro Club

1988 – Colonia, Germania, IGNIS Centro culturale Est Europa “The Thermal Bathes Of Budapest”, esposizione con Bernd Arnold

1989 – Szentendre, Centro culturale “Lights and shadows”

1990 – Budapest, Centro culturale di Piazza Almásy, “Lukewarm water”

2001 – Budapest, Műcsarnok “PhotoArt”  Hungarian Contemporary Photography

2002 – Vigándpetend, Festival La Valle delle Arti – „Sound Stones”

2003 – Vigándpetend, Festival La Valle delle Arti – „Portraits”

2004 – Budapest, Új Színház Galéria (Galery of New Theatre) – „Vita Nuova” – mostra sul regista, premio oscar,  Ceco Jiri Menzel

2006 – San Sperate, Sardegna – Italia – „Bagno Turco”

2007 – Budapest, MentaTerasz – „Portraits”

2007 – San Sperate, Sardegna – Italia – „Bambini di Buddha”

2008 – Villanova Monteleone, Sardegna – Italia, Su Palatu – „Bambini di Buddha”

2011 – Budapest, Hungary, Kópia Galéria – „Heaven&Hell”

2011 – Szécsény, Hungary, VI. Ménes patak International Photofestival – „Faces”

2011 – Colonia, Germania, Kunsthaus Rhenania, Strom Kunstfestival – „Faces”

2012 – Szécsény, Ungheria, VII. Ménes‐patak International Photofestival – „Heaven&Hell”

2016  – San Sperate, Sardegna – Italia “Exodus”

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