Ospiti 2019

Ospiti del Cagliari Film Festival 2019

 

Gianni Olla

Gianni Olla vive e lavora a Cagliari. Critico cinematografico del quotidiano “La Nuova Sardegna”, è stato docente di Storia e critica del cinema presso le Università di Cagliari e Sassari. Ha pubblicato saggi e volumi sul cinema documentario in Sardegna, sulla cinematografia cinese, il cinema del 68, l’Olocausto sugli schermi, nonché su Akira Kurosawa, Kenji Mizoguchi, Pedro Almodovar, François Truffaut, Franco Solinas, Fiorenzo Serra, Grazia Deledda, Marcel Proust.


Luciano Marrocu

Cagliaritano, classe 1948. Allievo di Paolo Spriano e Giuliano Procacci, inizia la sua carriera accademica all’Università La Sapienza di Roma; attualmente è docente di Storia contemporanea all’Università di Cagliari.
La sua attività scientifica si è incentrata prevalentemente sullo studio del pensiero fabiano, sul movimento operaio inglese e sulla Sardegna contemporanea. Tra i suoi lavori ricordiamo: Laburismo e Trade Unions (1981), Il modello laburista (1985), l’Introduzione alla prima traduzione italiana dei Saggi fabiani (1990), Il salotto della signora Webb (1992), La perdita del regno scritto con M. Brigaglia (1995), il saggio Il ventennio fascista per il volume dedicato alla Sardegna della Storia d’Italia Einaudi (1998), e’ curatore dell’Enciclopedia della Sinistra europea (2000), Orwell. La solitudine di uno scrittore (2009).
Nel 2000 esordisce anche come narratore con il romanzo Fàulas, con cui inaugura la serie d’indagini condotte da Serra e Carruezzo, ispettori della polizia fascista durante il Ventennio: Debrà Libanos (2002), Scarpe rosse e tacchi a spillo (2004), Il caso del croato morto ucciso (2010), Farouk (2011) e Affari riservati (2013); i romanzi sono tradotti in diverse lingue.
Con Giulio Angioni, Flavio Soriga e Giorgio Todde è fondatore del Festival di Gavoi – L’isola delle storie.
Dal 2005 al 2009 è stato assessore alla Cultura della Provincia di Cagliari.


Vanessa Roghi

Ha insegnato Storia contemporanea all’Università Roma Tre, Storia e TV nella Facoltà di Lettere all’Università La Sapienza di Roma. Fa ricerca sulla storia della cultura: ha scritto di donne e preti, di Manzoni e Le Monnier, di diritto degli autori e della fatica di guadagnarsi da vivere con la scrittura. Ma il suo amore più grande è la storia della scuola. I suoi ultimi saggi sono “La lettera sovversiva” (Laterza 2016) e “Piccola città” (Laterza 2018), per la sessa casa editrice ha pubblicato Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole (2017). Le piace pensare che l’immaginario storico possa avere un posto nel dibattito storiografico, fa di tutto per portarcelo. Ha insegnato per anni alla Sapienza ma poi ha smesso. Fa documentari di storia per Rai Tre.


Karine De Villers

Karine de Villers è nata a Quito in Ecuador, si è laureata a Bruxelles in Archeologia e Storia dell’Arte con una tesi sul cinema coloniale belga che le ha permesso di scoprire e interessarsi ai miti e ai riti delle popolazioni africane. È in quest’occasione che ha incontrato il documentarista Henri Storck che ha dato origine della sua passione per il cinema. Infatti poco dopo ha diretto assieme a Thomas de Thier il suo primo film, Je suis votre voisin, che vinse il premio FIPA à Cannes, L’Iris d’Oro a Bruxelles, il Premio per il Miglior Film Europeo à Créteil e il premio Speciale della Giuria al Festival di Huesca nonché la diffusione sulle maggiori reti televisive europee. Il film successivo, Le petit château, realizzato questa volta da sola sui problemi dell’immigrazione dai paesi del terzo modo è co-prodotto da Arté così come il successivo Comme je la vois – un ritratto della madre negli anni ’70 – che ottiene Il Grand Prix de la Société des Auteurs a Parigi nel 2003. ha diretto Luc de Heusch, une pensée sauvage,. Nel 2010 inizia la sua collaborazione con Mario Brenta con il quale realizzerà tre film il primo dei quali, Calle de la Pietà, selezionato e premiato nei maggiori festival europei così come i successivi Agnus Dei e Corpo a Corpo. Karine de Villers, oltre all’attività di regia, ha tenuto dei corsi di formazione alla scrittura cinematografica per conto della Direzione Generale della Cooperazione Internazionale ed è delegata del Centro dell’Audiovisivo di Bruxelles della promozione del cinema documentario così come è vice-presidente dell’ARRF, associazione degli autori cinematografici e presidente dell’atelier di produzione Cinéastes Associés.


Mario Brenta

Ha esordito nel mondo del cinema come aiuto regista di Eriprando Visconti nel 1962, per Una storia milanese. Da allora collabora con svariati registi, ma l’incontro più importante è senza dubbio quello con Ermanno Olmi, che lo influenzerà a tal punto che nel 1981 gli dedicherà un documentario, Effetto Olmi, girato durante la lavorazione di Camminacammina, selezione italiana al festival di Locarno. Con Olmi è stato fra i fondatori di Ipotesi Cinema, progetto di scuola di cinema. Il suo primo film da regista è del 1974, Vermisat. È un successo di critica, e raccoglie una messe di premi: Selezione Ufficiale al festival di Venezia 1974‚ e poi l’anno successivo Premio Grolla d’Oro a Saint-Vincent e Premio Speciale della Giuria, ex aequo con Prima pagina di Billy Wilder al Festival internazionale di Valladolid. Molte sono le collaborazioni con numerose reti televisive, non solo italiane: RAI, arte, France 2, solo per citare le principali. Il suo successivo lungometraggio, Maicol (1988), vinse il Gran premio della giuria “Film et Jeunesse” al festival di Cannes e il premio “G. Sadoul” come miglior film straniero a Parigi. Un’altra opera di Brenta è stata in concorso a Cannes nel 1994: Barnabo delle montagne, tratto da un racconto di Dino Buzzati. Questa pellicola ha vinto il Festival internazionale film della montagna di Trento ed il Cinemed di Montpellier, oltre a valere a Brenta il premio di Miglior Regista e il premio della Critica Internazionale al Festival de Gramado. Assieme a Karine de Villers, è tornato dietro la macchina da presa per dirigere i documentari Calle de la Pietà (2010), sull’ultimo giorno di vita di Tiziano Vecellio, Agnus Dei (2012), Corpo a corpo (2014), sul teatro di Pippo Delbono, Gran Premio Art Film Festival di Praga e Delta Park (2016). Ha insegnato Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico all’Università di Padova ed a Cinecittà alla scuola di cinema romana Act Multimedia.


Raffaele Rago

Nato nel 1964 in Romagna attualmente vive a Roma. Ha iniziato come attore, ma nel tempo è diventato filmmaker. Ha diretto documentari e produzioni televisive, oltre a realizzare documentari scientifici (Fisica in barca e A caccia di neutrini per RaiExplora), documentari di viaggio (fra cui Otello all’improvviso con David Riondino a Cuba e Onda su onda in Grecia – quest’ultimo per La Storia siamo noi di RaiTre -, Sarajevo, l’ultimo giorno di guerra con Carlo Lucarelli e Mozambico dove va il cinema e Movimondo in Mozambico) e documentari di carattere sociale soprattutto nel mondo della psichiatria (fra questi Radio Uffa, Vite disuguali, Allegretto ma non troppo, Conversazione in casa con giardino, Vinceremo il Golden Globe). Insegna tecnica e regia televisiva in diversi corsi di formazione professionale e master universitari.


Claudio Cadei

Autore di musica, gingles, canzoni, è fra i membri fondatori di SMK videofactory. Dal 2010 si dedica a scrivere colonne sonore originali. Antropologo attivo su diversi terreni di ricerca, nel 2011 inizia a occuparsi della cura di contenuti, testi e bozze di sceneggiatura. Cura i contenuti, parte dei testi e le traduzioni del documentario Un solo braccio, da solo, non può cingere un baobab; Vent’anni di cooperazione in Burkina Faso, realizzato da Idrissa Ouedraogo per Coop Lombardia. Si interessa di antropologia visuale, antropologia dell’immagine, esperimenti narrativi, documentari, comunicazione culturale.


Sergio Naitza

Sergio Naitza (Nuoro 27/06/1956) giornalista professionista e critico cinematografico presso L’Unione Sarda, ha curato monografie su Amedeo Nazzari, Pedro Almodovar, Sergio Citti, Andrzej Zulawski e pubblicazioni sul Premio Solinas e sulla cartellonistica cinematografica, di cui ha realizzato anche una mostra dalla collezione privata dei suoi manifesti del cinema italiano anni Sessanta-Settanta. E’ direttore artistico del festival Lagunamovies di Grado. Per L’Unione Sarda ha curato il restauro del film muto La Grazia (1929) di Aldo De Benedetti tratto da una novella di Grazia Deledda.
E’ stato ideatore e curatore delle collane Sardegna Cinema e Registi di Sardegna (rispettivamente 25 Vhs e 12 DvD) usciti con L’Unione Sarda.
Per la Rai, sede regionale per la Sardegna, ha ideato e condotto 60 puntate della trasmissione Schermi sardi.


 

 

 

 

Giulia Camba

La fotografa a regista Giulia Camba ha diretto il film documentario Ausonia con Elisa Meloni.


Elisa Meloni

Elisa Meloni, artista e regista, ha diretto il film documentario Ausonia con Giulia Camba.


Andrea Mura

Nato a Cagliari nel 1980. Filmaker italiano, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, sezione documentari e docu-fiction, e laureato in Filosofia.
Attratto dalle tradizioni popolari, vicine e lontane, che trovano spesso spazio nei suoi lavori con un’attenzione alle contaminazioni con la contemporaneità e all’emergere di nuove prospettive.
Ha realizzato come regista, operatore e montatore vari film documentari, cortometraggi e spot pubblicitari. Dal 2014 cura la direzione artistica del Sole Luna Doc Film Festival che si svolge a Palermo e a Treviso.


Jacopo Quadri

Montatore, produttore e regista. Nel corso della sua carriera ha montato più di sessanta film presentati nei più importanti festival internazionali. Collabora, tra gli altri, con Bernardo Bertolucci, Marco Bechis, Paolo Virzì, Zhang Yuan, Apitchapong Weerasethakul, Francesca Archibugi, Alessandro Rossetto, Gianfranco Rosi e tra i film di cui ha curato il montaggio figurano titoli come “Ella & John – The Leisure Seeker” (2017), “Fuocoammare” (2016), “Vergine giurata” (2015), “Il giovane favoloso” (2014), “Piccola Patria” (2013), “Io e te” (2012), “Noi credevamo” (2010), “Below Sea Level” (2008), “La guerra dei fiori rossi” (2007), “The Dreamers” (2003), “Paz” (2002), “Garage Olimpo” (1999), “Ovosodo” (1997) e “L’amore molesto” (1995). Con Antonietta De Lillo e Patrizio Esposito ha diretto il documentario “Saharawi, voci distanti dal mare” (1997), e con Mario Martone “La terra trema” (1998) e “Un posto al mondo” (2000). Ha realizzato il cortometraggio “Marisa” (2000) e la serie sperimentale “Statici” (1996-2002). Nel 2014 ha girato il documentario su Luca Ronconi “La scuola d’estate”, presentato al Torino Film Festival, a Rotterdam, DocLisboa, Guadalajara, vincendo il Premio speciale Nastri d’Argento 2015 e, per la miglior regia, il Premio Libero Bizzarri 2015. Nel 2015 ha firmato “Il paese dove gli alberi volano – Eugenio Barba e i giorni dell’Odin”, documentario presentato alle Giornate degli autori a Venezia. Nel 2017 è invece la volta della regia del doc “Lorello e Brunello”, che al Torino Film Festival ha ottenuto il Premio Cipputi e la Menzione speciale della Giuria Torino 35 ed è ospitato alla 68ma Berlinale nella sezione “Culinary Cinema”. È presidente dell’Associazione UBU per Franco Quadri che organizza annualmente i PREMI UBU per il Teatro. Dal 2013 dirige UBULIBRI srl (proseguimento ideale delle Edizioni UBULIBRI). Il suo ultimo film documentario è “Lorello e Brunello” (2017).